Giovedì 19 Maggio 2005  
   
   
  Vittorio Emanuele sbarca in Sicilia, 60 anni dopo
   
  Ad oltre mezzo secolo dalla visita a Palermo di Umberto II che richiamò i siciliani all’unità della nazione
 

di STEFANO SOFI

ROMA - L’ultima volta che ci andò fu per gridare ”italiani, tutti italiani, soltanto italiani” davanti a quattrocentomila palermitani. Era il 29 maggio del ’46 e fu grande festa. Ma siccome la storia si ripete, in Sicilia come e forse più che altrove, domani torna il Re. Anzi il Principe.
Cinquantanove anni dopo la visita palermitana di Umberto II di Savoia, tocca adesso al figlio Vittorio Emanuele e famiglia da poco rientrati in Italia, arrivare come allora nel bel mezzo di una bufera di tentazioni autonomiste rivolte stavolta contro il presunto monarca centrista Marco Follini dai potenti catanesi raccolti attorno a Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro.
Vento di scirocco carico di sabbia vulcanica, quello che sta soffiando alle pendici dell’Etna ma la cui eco vaga per tutta l’isola. E a Palermo, tra inchini e tavolate, da domani e per tre giorni sarà difficile non trovare lo spazio per qualche commento rievocando il (quasi) sessantennale dell’incontro tra la famiglia reale e i nobili siciliani oggi attentissimi alle evoluzioni della contesa centrista. E chissà che il ”monarca” Follini non trovi nell’erede del Re un inaspettato alleato, almeno nel riecheggiare l’auspicio paterno di unità. «Se c’è un rischio nell’Udc non è certo la monarchia» ha però precisato ieri Follini, replicando alle accuse.
Accolti dal principe Carlo Marullo di Condojanni, esponente della più antica nobiltà italiana (è lui che ha portato all’Onu l’Ordine di Malta) Vittorio Emanuele, Marina Doria, ed Emanuele Filiberto con Clotilde, hanno un’agenda fittissima di incontri. Intanto a Palermo l’omaggio al cardinal Salvatore De Giorgi al quale sarà donata una medaglia coniata per l’occasione, poi l’incontro con il presidente dell’Assemblea regionale, onorevole Guido Lo Porto a Palazzo dei Normanni dove la famiglia reale si fermerà anche a pranzo.
Sabato è stato dedicato per gran parte alla visita di Monreale: dopo una tappa d’obbligo nella cattedrale e un colloquio con il vescovo Cataldo Naro, Vittorio Emanuele saluterà sindaco e autorità. La giornata si concluderà con un pranzo a Villa Niscemi. Occasione da non potersi perdere, la nobiltà siciliana e palermitana in particolare è ovviamente in subbuglio. La famiglia reale ha anche pianificato un po’ del proprio tempo per incontri ravvicinati nelle storiche dimore di alcune famiglie blasonate e gli esclusi mugugnano forte. Ai fedeli monarchici è riservato invece un incontro presso una delle loro sedi.